mercoledì, agosto 11, 2010

Ho sempre ritenuto che il più grande privilegio, sollievo e conforto dell'amicizia fosse quello di non dover mai spiegare nulla. (Katherine Mansfield)

«Così la vergogna di gente che ci dorme l’abbiamo eliminata» (FlavioTosi nell’ottobre 2009 condannato in Cassazione a 4mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi (al posto di 2 mesi di carcere) per propaganda di idee fondate sull’odio e sulla superiorità etnica e razziale durante una campagna di raccolta firme contro un campo nomadi abusivo dell’agosto 2001,)










Sole bruciato

Sole bruciato di Elvira Dones
"Sarei felice, se non fossi tanto triste. Com'è il tempo là fuori? Pioviggina? Da qui non riesco a capire. Sarei così felice, se solo non fossi oppressa da questo dolore crudele. Alla fin fine, meglio così. Sto tornando dove avevo giurato di non tornare mai più. Niente mi lega a questo paese, e allora me ne vado, ma non lo avrei lasciato se mi avessero lasciato vivere. No, questo non è lo scrosciare della pioggia: è il mormorio del mare che si alza, si abbassa, si gonfia, si rilassa..." 

"Lettera di Elvira Dones a Berlusconi"
 "Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione." Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devasta te. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero. Sulle "belle ragazze" scrissi u n romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi Merid Elvira Dones

Questione di stile

Certe volte
le vite degli altri
gliele guardi addosso
e ti sembran perfette
come un vestito di sartoria.
Quelle volte
io mi sento
come se la mia vita
l’avessi presa ai grandi magazzini
all’upim
o anche al discount.
Oppure mi sento
come se mi fossi comperata
solo il pezzo di sopra.
come se
sotto
avessi solo le mutande
e mi guardassero tutti.
Oppure come se,
andata anche io da un sarto,
avessi scelto male:
quello mi ha lasciato addosso
l’imbastitura e i punti molli,
se n’è andato a casa altrui 
a finire quello splendido vestito.
Quelli sono i giorni in cui
mi metto alla macchina da cucire
e faccio rumore tutto il giorno. (A. Racca)


giovedì, agosto 05, 2010

Quelle come me


è come una goccia d’acqua nel deserto ciondolante.
Quelle come me sono capaci di grandi amori e grandi collere, grandi litigi e grandi pianti grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai, quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non i figli, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive...
Quelle come me donano l'anima, perchè un'anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto

- Alda Merini -

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