mercoledì, settembre 01, 2010

mi pare bellissimo fare splash



Qualche era geologica fa ritenevo che fosse disdicevole scrivere d’amore.
E’ chiaro. Non la penso più così.
Ma qualche era geologica fa era inverno.
Ora è estate…

Vengo a te come a mare aperto
superate le spiagge
e le grasse signore
e certe ciambelle
coccobello.

Vengo a te come a mare aperto
superata la sabbia
vacillante sui piedi
incerti bruciati non adatti.
Vengo a te senza ciabatte.

Vengo a te come a mare aperto
oltre gli scogli
oltre le siepi
e i fazzoletti sporchi di merda
e certi esploratori
cinquantenni
con le ginocchia
bianche
le pieghe di pelle all’ingù.

Vengo a te dalla collina
guardando laggiù
tremo
per una nuvola bianca
e mi domando
sarà temporale?
E quando?
Presto?
Quale sciagura verrà
da questa nuvola
così bianca e lontana?


Vengo a te con il naso scottato
e un costume
un po’ vago
molle sul seno
da cambiare

Vengo a te come a mare aperto
salita quassù
non sento rumore
oltre la radio
e le bestemmie
e i bambini che gridano
e i bambini che gridano non saranno
uomini decenti
e i bambini che gridano saranno solo
bolle di biologia

Vengo a te sondando
le chiazze di mare scuro
col terrore nel petto
senza nessuna fede o fiducia:
dove capiterò
se mi butto da qui?
Per me
i mostri marini
esistono
e i pirati
e le balene
e l’abisso
spaventosi
senza voci e colori
senza le luci della città
senza vetrine
senza soldi
senza un’amica da chiamare

Vengo a te come a mare aperto
del tutto paurosa
della morte
vengo a te infreddolita
senza i vestiti adatti
né per il freddo né per il caldo
vengo a te
senza belle frasi
tonta, un pomeriggio a leggere Novella 2000
con qualcosa di sciocco in me

Eppure vengo a te
apro le braccia
mi tuffo a te come a mare aperto
e l’aria è mobile
e viva
e quando arrivo giù
mi pare bellissimo
fare splash.

Alessandra Racca

giovedì, agosto 12, 2010

mercoledì, agosto 11, 2010

Ho sempre ritenuto che il più grande privilegio, sollievo e conforto dell'amicizia fosse quello di non dover mai spiegare nulla. (Katherine Mansfield)

«Così la vergogna di gente che ci dorme l’abbiamo eliminata» (FlavioTosi nell’ottobre 2009 condannato in Cassazione a 4mila euro di multa e alla sospensione per tre anni dai pubblici comizi (al posto di 2 mesi di carcere) per propaganda di idee fondate sull’odio e sulla superiorità etnica e razziale durante una campagna di raccolta firme contro un campo nomadi abusivo dell’agosto 2001,)


 









Sole bruciato

Sole bruciato di Elvira Dones
"Sarei felice, se non fossi tanto triste. Com'è il tempo là fuori? Pioviggina? Da qui non riesco a capire. Sarei così felice, se solo non fossi oppressa da questo dolore crudele. Alla fin fine, meglio così. Sto tornando dove avevo giurato di non tornare mai più. Niente mi lega a questo paese, e allora me ne vado, ma non lo avrei lasciato se mi avessero lasciato vivere. No, questo non è lo scrosciare della pioggia: è il mormorio del mare che si alza, si abbassa, si gonfia, si rilassa..." 

"Lettera di Elvira Dones a Berlusconi"
 "Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto care: "le belle ragazze albanesi". Mentre il premier del mio paese d'origine, Sali Berisha, confermava l'impegno del suo esecutivo nella lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che "per chi porta belle ragazze possiamo fare un'eccezione." Io quelle "belle ragazze" le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devasta te. A "Stella" i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E' solo allora - tre anni più tardi - che le incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o per sfizio. Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell'uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l'utero. Sulle "belle ragazze" scrissi u n romanzo, pubblicato in Italia con il titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera: andai in cerca di un'altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il miracolo. E' una storia lunga, Presidente... Ma se sapessi di poter contare sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l'avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio. In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche righe gliele dovevo. In questi vent'anni di difficile transizione l'Albania s'è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a spalle dritte e testa alta. L'Albania non ha più pazienza né comprensione per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci. Questa "battuta" mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui infuria la polemica Bertolaso , ma si lega profondamente al pensiero e alle azioni di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch'io a tutte le donne albanesi Merid Elvira Dones

Questione di stile

Certe volte
le vite degli altri
gliele guardi addosso
e ti sembran perfette
come un vestito di sartoria.
Quelle volte
io mi sento
come se la mia vita
l’avessi presa ai grandi magazzini
all’upim
o anche al discount.
Oppure mi sento
come se mi fossi comperata
solo il pezzo di sopra.
come se
sotto
avessi solo le mutande
e mi guardassero tutti.
Oppure come se,
andata anche io da un sarto,
avessi scelto male:
quello mi ha lasciato addosso
l’imbastitura e i punti molli,
se n’è andato a casa altrui 
a finire quello splendido vestito.
Quelli sono i giorni in cui
mi metto alla macchina da cucire
e faccio rumore tutto il giorno. (A. Racca)


giovedì, agosto 05, 2010

Quelle come me


è come una goccia d’acqua nel deserto ciondolante.
Quelle come me sono capaci di grandi amori e grandi collere, grandi litigi e grandi pianti grandi perdoni.
Quelle come me non tradiscono mai, quelle come me hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare.
Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non i figli, non la famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato.
Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive...
Quelle come me donano l'anima, perchè un'anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto

- Alda Merini -

mercoledì, luglio 28, 2010

Repressione












Con repressione si intende generalmente l'oppressione o la persecuzione di un individuo o di un gruppo di individui per ragioni politiche, etiche o religiose, di solito per impedire loro di partecipare attivamente o passivamente alla vita politica della società in cui vivono. La repressione politica può essere caratterizzata da discriminazioni, abusi da parte degli organi di polizia, ad esempio arresti ingiustificati o interrogatori brutali, e da azioni violente, come l'omicidio o la "sparizione forzata" di attivisti politici e dissidenti.

Quando la repressione politica è regolata e organizzata dallo stato stesso, si può parlare di terrorismo di stato. Repressioni sistematiche e violente sono una caratteristica tipica di ogni dittatura, totalitarismo e regimi affini. In questi regimi, gli atti di repressione spesso sono condotti da organi di polizia segreti, gruppi paramilitari o simili.

In molti stati europei lungo il tutto il '900 si è assistito a violente repressioni politiche: nella Germania nazista, nell'ex Unione Sovietica, nella Spagna di Franco e nell'Italia fascista; anche il Sudamerica è stato vittima di spietati regimi dittatoriali, come quello di Pinochet in Cile, spesso appoggiati e sostenuti dalle grandi potenze occidentali, in particolare dagli Stati Uniti. Ancora oggi continuano in molti stati africaniasiatici le repressioni di oppositori politici, ad esempio in Cina e nel Sudan, nonostante gli sforzi costanti di associazioni internazionali e dell'ONU.

La nuova legge di riforma della polizia locale 
è in dirittura d’arrivo, entro la fine dell’estate verrà approvata e da quando entrerà in vigore tutti i vigili in Italia dovranno essere dotati di una pistola. Resta soltanto da chiarire se l’arma potrà essere utilizzata soltanto sul territorio comunale di appartenenza o anche al di fuori di esso, ma l’avranno al cento per cento, questo è sicuro». «Mi chiedo, dunque - continua Saia -, che senso abbia dire che l’armamento non serve quando entro pochi mesi una legge sancirà che tutti i vigili devono essere armati. Prade è andato sulle tv nazionali e ha fatto bella figura, ora è bene che assieme ai suoi colleghi faccia marcia indietro ammettendo il proprio errore». La nuova legge di riforma della polizia locale, condivisa sia dalla sinistra che dalla destra, è già delineata e prevede come punti principali i nuovi contratti per la polizia locale e, appunto, la nuova disposizione in merito all’armamento.
Via Roma, San Pietro In Cariano,  panoramica 6x6  ©stefano gasparato 2007


giovedì, luglio 22, 2010

I GRANDI AMORI NON SI BACIANO SUBITO

















andiamo al cinema o a cena?
o al cinema e a cena?
o prima cinema e poi cena?
o niente cinema, solo cena?
o evitiamo sia cena sia cinema?
evitiamo?
o vuoi che ci baciamo subito?
tanto sappiamo che ci baciamo, no?
tanto sappiamo che si va a cena e cinema così solo per rompere il ghiaccio ma poi
ci baciamo?
tanto vale, penso io
che siccome che tutti e due
dentro di noi ci vogliamo baciare
dico io, tanto vale, baciamoci subito
poi magari si, che si va a cena
che poi sarà più bello mangiare
sapendo che ci siamo già baciati
che non ci sarà più quella tensione
che a me viene la tensione e penso accidenti speriamo che ci baciamo,
che se poi non ci baciamo, che brutto
invece così tutto sarà più buono, più saporito, più digeribile
e poi anche al cinema
il film sarà più bello
senza tutta quella tensione
che la tensione mi fa mica seguire bene la trama
che non c’è nulla di peggio per me
essere al cinema con una ragazza che vorrei baciare
ma non è ancora mai successo
e non riesco a seguire la trama
perché, mi dico, tutti si baciano al cinema
sia in sala, sia sullo schermo
e allora, mi dico, magari forse lei, la ragazza che vorrei baciare
lei si aspetta che la bacio adesso
ma per me baciarsi la prima volta al cinema è una roba
difficilissima
scomodissima
che non so mai la tecnica
tipo io la guardo fisso insistente ma lei non si gira, che guarda lo schermo
magari le piace il film
lei non se la perde mica la trama, lei
6
come faccio se lei non si gira?
come faccio?
le do un bacio sulla guancia?
o le piglio la testa con le mani e la giro?
o mi estrofletto tutto da trovarmi con la mia faccia davanti la sua?
o le metto un braccio intorno le spalle che quello l’ho proprio visto al cinema
sia sullo schermo, sia in sala?
che comunque
una volta una mi ha detto che
i grandi amori non si baciano subito
che per noialtri lenti
è una bella consolazione

giovedì, luglio 01, 2010

17.10 (diciott'anni tette grandi)





























34
DIECI MINUTI
lui entra dal portone
lei è sulle scale che l’aspetta
(17.09)
lui guarda a terra, si vergogna di me
lei mi lancia un sorrisetto
è carina
lui va con lei
salgono
diciott’anni, tette grandi
(17.10)
adesso posso solo immaginare
l’immaginazione non mi manca
(17.11)
si spogliano
limitatamente funzionalmente
lei gli mette il preservativo
(17.12)
o se lo mette lui?
ce l’ha già duro?
(17.13)
lei glielo ciuccia un po’
poi se lo fa mettere dentro
in ogni caso
ci crediate o no
lui prende il portone alle (17.19)
evita sempre di incrociare i miei occhi
dieci minuti netti
cinquanta euro
quasi centomila
dieci minuti netti
tutto compreso
Guido Catalano, 
"sono un poeta, cara"

lunedì, giugno 21, 2010

SE TI PIACESSE, UN GIORNO
sai quei discorsi che si fanno tra amici
tipo, ma secondo te è meglio essere ciechi o sordi?
sai quel tipo di discorsi li?
beh, ecco, io non potrei
questa mattina, sul molto presto
ho pensato
quanto mi piace starti a guardare
ascoltare
se ti piacesse, un giorno
ti porto al mare
guidi tu
io canto le canzoni nel tragitto

guido catalano

venerdì, giugno 11, 2010

Fuck you, fuck you very, very much (so, please don't stay in touch)

















Fuck You Very Much
Songwriters: Allen, Lily Rose; Kurstin, Gregory;

lyrics

Look inside, look inside your tiny mind
Then look a bit harder
'Cause we're so uninspired, so sick and tired
Of all the hatred you harbor

So you say it's not okay to be gay
Well, I think you're just evil
You're just some racist who can't tie my laces
Your point of view is medieval

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause we hate what you do
And we hate your whole crew
So please don't stay in touch

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause your words don't translate
And it's getting quite late
So please don't stay in touch

Do you get, do you get a little kick
Out of being small minded?
You want to be like your father
It's approval you're after
Well, that's not how you find it

Do you, do you really enjoy
Living a life that's so hateful?
'Cause there's a hole where your soul should be
You're losing control a bit
And it's really distasteful

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause we hate what you do
And we hate your whole crew
So please don't stay in touch

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause your words don't translate
And it's getting quite late
So please don't stay in touch

Fuck you, fuck you, fuck you
Fuck you, fuck you, fuck you
Fuck you

You say you think we need to go to war
Well, you're already in one
'Cause it's people like you that need to get slew
No one wants your opinion

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause we hate what you do
And we hate your whole crew
So please don't stay in touch

Fuck you, fuck you very, very much
'Cause your words don't translate
And it's getting quite late
So please don't stay in touch

Fuck you, fuck you, fuck you
Fuck you, fuck you, fuck you

sabato, giugno 05, 2010

pomeriggio spirituale
























eccetto il mio castoro di peluche,
non ho altro interlocutore.

nessuna pastiglia in cui confidare.

nessun saggio oracolo mi può rivelare
il quando perchè e l 'esatta dinamica
di come è finito un mio sacco d'amore
nel sacco adibito alla spazzatura organica.
francesca genti

mercoledì, giugno 02, 2010

artwork

































artwork benedetta fasson for the tdl  woman collection summer 2011

venerdì, maggio 28, 2010

sabato, maggio 22, 2010

nascosta nella metro esausta sotto il cielo esausto sotto il velo il tuo corpo-baobab

corpo-baobab
parole F. Genti ph. S. Gasparato

Curvy girls (donne formose)
































Sembrano lontani i tempi in cui Karl Lagerfeld dichiarava che nessuno avrebbe voluto vedere donne formose: oggi ha persino fatto sfilare Crystal Renn allo show Chanel Resort 2011 di St. Tropez.

Dietro la recente ribalta delle modelle plus size, c'è anche il contributo di alcuni uomini che hanno creduto, spinto e incoraggiato la presenza delle curve in passerella, nei servizi fotografici e nelle copertine delle riviste. Uno di questi è Gary Dakin ("lavorare con queste donne è davvero emozionante! Scritturandole, da Vogue alla sfilata di Chanel a St. Tropez, abbiamo rotto barriere che due anni fa erano intoccabili!") responsabile della divisione plus-size dell'agenzia Ford Models che lavora, tra le altre, con Crystal Renn e Tara Lynn. Dakin, 41 anni e un passato da modello, racconta di essere cresciuto con un ideale di bellezza dato dall'immagine delle donne della sua famiglia, in carne e bellissime. Nella sua agenzia, meravigliose ragazze dalle taglie abbondanti posano in un ambiente rilassato in cui non manca mai un ricco buffet.

Patrick Demarchelier, Steven Meisel e Sølve Sundsbø, sono invece alcuni dei fotografi che hanno lavorato a servizi su donne curvy con scatti di impatto e provocatori che negli ultimi mesi hanno fatto parlare molto. Come pure lo stilista Mark Fast che, in occasione della settimana della moda londinese, ha fatto sfilare modelle dalle taglie forti. Uomini dunque, che stanno puntando sul fattore "plus", scommettendo su un nuovo modo di concepire il corpo femminile che sembra stia portando ottimi risultati (anche dal punto di vista del business).
Si dibatte, a colpi di post, sull'immagine delle donne curvy nel mondo del fashion e dell'advertising. Blogger e addetti ai lavori si schierano pro o contro le curve, non senza polemiche
Forse è l'argomento più scottante e attuale, e sembra sia doveroso schierarsi pro o contro l'utilizzo di modelle plus size in passerella e nelle campagne. La fotografa e blogger francese Garance Doré ha recentemente dichiarato di essere contraria a mostrare modelle plus size, in quanto - a suo parere - non fisicamente sane. Non si è fatta attendere la smentita e la precisazione che vorrebbe più spesso vedere sfilare anche (e non solo) modelle plus size, in modo da rappresentare la donna nelle sue tante diversità.

Non meno polemico il post di accusa verso il fashion system che lamenta la scarsa voce data alle plus size black e che cita anche Vogue Curvy, nonostante il nostro sia uno spazio in cui cerchiamo di rappresentare ogni tipo di diversità e di bellezza (da Toccara Jones a Jennifer Hudson, per non parlare delle nostre meravigliose blogger black&curvy).

In generale, per qualcuno la recente sovraesposizione mediatica (se così si può definire) di modelle e celebrities curvy è considerata una moda passeggera, per altri un primo passo verso un processo importante e graduale di apertura alle diversità. Ecco, noi siamo questi ultimi. Non è una questione di centimetri, né di taglie. Per noi curvy è, prima di tutto, un modo di essere. Di accettare e amare il proprio corpo. Di valorizzarlo e mostrarlo in quanto miglior strumento che abbiamo a disposizione. Meraviglioso perchè unico. Curvy significa diverso, non omologato, non standardizzato a una serie di canoni precostituiti. E questo nostro spazio è dedicato e riservato a tutte le donne curvy, senza preclusione di taglia, età, colore e forma!
Vogue

giovedì, maggio 20, 2010

- sono una ragazza, capisci?



















- sono una ragazza, capisci?
me ne sbatto dei tuoi "non è concepibile"
delle medicine contro il raffreddore che sanno di ciliegia
del tono basso della voce impostata.
- non pesto le formiche, capisci?
trovo carini perfino i lombrichi.
regalo in giro mesi assurdi.
mi piace affondare nel mio corpo
pesarmi sulla bilancia.
- pensa: guardo i tramonti e non mi trovo patetica.
le dita delle mani
gli occhi
le narici misteriose
l’ombelico e la nutella
la senape e il seno.
le unghie
i vestiti che mi stanno bene
il respiro
le scarpe scomode.
- le cose "inconcepibili"…
sì, ne faccio innumerevoli
e allora?
francesca genti 

shoes commes des garçons

sabato, maggio 15, 2010

bellevue washington, how are u?

venerdì, maggio 14, 2010

pomme de terre ou patate, mela di terra (apple, potato, pear of earth)

La parola italiana patata deriva dall'omonimo termine spagnolo, preso direttamente dalla sua forma indiana in lingua nahuatl potatl, attraverso però l'uso altrettanto diffuso di termini come «papa» (che in lingua quechua indica appunto Solanum tuberosum) e «batatas» per Ipomoea batatas, nome originario dell'isola Hispaniola.

Attraverso la lingua italiana e l'inglese i termini «patata» e l'analogo «potato» si diffusero nel resto d'Europa, sopravvivendo con alcuni nomi in disuso nei dialetti della lingua tedesca (Patätsche, Pataken). Più fortuna ebbe il nome Tartifola datole in Italia a partire dal XVI sec.: assimilato il tubero di Solanum tuberosum per forma e commestibilità al tartufo, oggi il termine relativo in italiano sopravvive solo in alcuni dialetti, mentre si è affermato in tutta l'area mitteleuropea e germanica nella variante Kartoffel, termine che poi tornò in alcuni dialetti del Friuli nella variante latinizzata di «cartufole» o «cartufolaria». Anche le parole in lingua bulgara картоф, e in lingua russa картофель derivano dall'Italiano tartufoli.

In altri linguaggi è comune anche "mela di terra": pomme de terre in francese, aardappel in olandese, תפוח אדמה in ebreo (spesso scritto solamente פוד) e Erdaepfel in tedesco Austriaco. Il termine è probabilmente di origine colta, ed è da accostare all'analogo tedesco «Grundbirne» (pera di terra), da cui derivano i termini «krompir» del croato, «bramburi» del ceco, peruna del finlandese, e jordpäron dello svedese. In polacco la patata è chiamata ziemniaki, e in slovacco zemiak, dalla parola che significa "terra". In parecchie lingue indiane settentrionali e nepali è chiamata alu e in indonesiano kentang.

wikipedia

pomme de mer, patata di mare

La patata di mare (Halocynthia papillosa Linnaeus, 1767) è una ascidia  della famiglia Pyuridae.
Il corpo ha forma di sacco. La tunica, coriacea e ruvida al tatto, è di colore variabile a seconda della profondità e della luce ricevuta: più rossa nelle parti illuminate, tendente al rosato o al bianco-giallastro se in ombra. Presenta due sifoni, quello superiore inalante e quello laterale esalante, tramite i quali introduce il nutrimento in sospensione nel sacco branchiale  per il filtraggio. L'apertura del sifone presenta una corona di setole e una caratteristica forma a croce. Lunga fino a circa 10-12 centimetri. È diffusa nell'oceano Atlantico orientale, nell'oceano Pacifico meridionale ed è molto comune nel Mar Mediterraneo. Vive tra le praterie di Posidonia oceanica o su coralligeno, da circa 3 fino a 100 metri di profondità. Si riproduce a novembre, sia in maniera sessuata che asessuata per gemmazione.  wikipedia

 

martedì, maggio 04, 2010

giovedì, aprile 22, 2010

9 ALLE RAGAZZE PIACE FARE I GIOCHI

te mi sembra che dev’essere bello fare l’amore con te
(mi disse una volta una)
beh, facciamolo, allora
(le dissi)
non ho mica detto che voglio fare l’amore con te
(mi disse)
e allora scusa, sei crudele
(le dissi)
perché?
(mi disse)
guarda che il maschio è maschio in quanto tale e non puoi sedurlo e poi frustrarlo in
questo modo qui
(le dissi)
lei stava per dir qualcosa di risposta
ma io l’azzittii
e comunque (le dissi) sappi, stupidina ignorantella
che con me non è mica bello, sai, fare l’amore
lei mi guardò un pocopò
spogliati (mi disse) che io ti trombo
vedi, le donne, vedi, pensavo io
sono esserini strani
bisogna fare i giochi, bisogna fare
con loro, spesso, bisogna fare i giochi
Guido Catalano

te mi sembra che dev’essere bello fare l’amore con te

venerdì, aprile 16, 2010

martedì, aprile 13, 2010

BELLO SPAZIO
arredato bene 
bei divani 
su cui litigare,
bella sedia 
panciuta e ondulata 
accogliente 
su cui sprofondare,
frigo argento
 con buoni cibi
 succulenti
 da mangiare,
bagno pulito 
con specchi lucenti
 seducenti 
da fissare.
(lavandino 
con due rubinetti
 ideale
 per vomitare:
la carne le crisi 
i litigi i sospetti 
le ore d'amore
 digerite male.)  
francesca genti

giovedì, aprile 08, 2010

LA MIA PARTE DISTRUTTIVA

è mia nonna
va alle feste
e si spacca le mani.
le piace guardare
dai ponti desolati
paesaggi molto strani.
è molto bella, lei
e alle feste importanti
gli uomini grandi
la guardano ammirati.
si siede da sola
e nel sole che cade
ripete ossessiva:
"non è colpa delle fate
se l'estate finisce
dentro incendi dolosi
se gli amori dolorosi
si rivelano rose".
(con poche spine
di un colore artificiale
senza ragioni plausibili
per far davvero male).

francesca genti










Il re del fischietto

DIARIO AZZURRO n.304 del 28.11.2009

di SILVANO AGOSTI
Il re del fischietto
C’è un vigile che ogni tanto appare al centro del quartiere, preceduto da una rumorosa e sguaiata quantità di fischi. Gesticola come un forsennato indicando a questa o quella vettura di accelerare o rallentare, di fermarsi o partire. Cammina a fatica tra le auto parcheggiate sul marciapiede e anche quando deve chinarsi per superare un ostacolo improvviso e sparisce dietro le automobili o al di lè di un autobus, il suo fischietto continua a imperversare tanto che, a un orecchio fine, potrebbe indicare in modo preciso il tracciato dei suoi percorsi.
Ha sempre in mano il blocco delle multe e le scrive nervosamente annuendo e di lontano so dorebbe stia mormorando “ti aggiusto io, maledetto automobilista”.
Insomma un giorno dalla finestra ho notato che si stava dirigendo verso un gruppo di macchine sul marciapiede, tra le quali il mio vicino di casa aveva parcheggiato dopo circa quaranta minuti di attesa per riuscire a trovare un parcheggio anche abusivo.
Son corso giù dalle scale e ansimando ho raggiunto il vigile.
“Non fare le multe, dai. Non vedi che confusione?”
“Documenti.” Mi ha detto lui fissandomi impassibile.
“La mia faccia.” Ho detto sorridendo.
“Mi segua al commissariato.” Ormai ero certo che faceva sul serio.
“Da uomo a uomo” gli sussurro vicino all’orecchio, “mi fai veramente pena.”
Poi me ne vado attraversando la strada.
Senza voltarmi mi sento avvinghiato da una selva di fischietti aspri e furiosi.
Per fortuna sul marciapiede opposto c’è molta gente e, affrettando il passo mi perdo tra i passanti.
Ma dopo qualche istante mi giro e ho di fronte a me il vigile urbano e i suoi occhi sono iniettati di professionalità e di acciaiosa determinazione. Ha in mano una pistola e me la punta addosso
A pochi centimetri dal petto.
“Fai una cosa, io adesso me ne vado, tu sparami nella schiena.” Devo dire che per un istante, mentre mi giravo per andarmene ho tenuto in conto che quell’uomo poteva anche trovare in sé
l’assurda legittimità di uccidermi nell’esercizio della sua professione solo perché mi ero rifiutato di seguirlo. Un brivido contratto mi ha attraversato la schiena. Invece di inforcare il fischietto, il vigile ha incominciato a gridare che tanto sapeva bene qual’era la macchina mia. La qualcosa era piuttosto impossibile dato che io non ho la macchina e mi muovo in motorino.
Sono tornato a casa salendo lentamente le scale e pensando che potevo essere morto per fare un favore al mio simpatico vicino di casa.

nord padano

 I furbetti della Dogana: controlli soft in cambio di cene a base di pesce Indagati due dipendenti: secondo l'accusa facevano finta di lavorare e le verifiche sarebbero state meno minuziose TREVISO! (8 aprile) - Fannulloni e "furbetti a spese delle imprese" nel mirino della Procura: si tratta di due dipendenti pubblici dell’Ufficio delle Dogane di Treviso. Le loro condotte sono state ritenute fuorilegge e così sono stati iscritti nel registro degli indagati. Seppure come atto a tutela delle garanzie difensive sono stati chiamati a rispondere delle ipotesi d’accusa di truffa ai danni dello Stato e falso, ma se le circostanze dovessero trovare conferma potrebbero vedersi contestare anche la concussione. Giuliano Pavan
"simme napule paisà"

l'asfalto-che-mangia-lo-smog-funziona

http://greenasphalt.wordpress.com















Amici della bicicletta in rivolta contro l’asfaltatura dei viottoli «Si sfregia la natura e le stradine così attrarranno le auto» Il sindaco: «In Trentino lo fanno e il paesaggio non ne risente» copertura da 500mila euro dei percorsi rurali


 
SAN PIETRO IN CARIANO. Si alza di tono la polemica sul progetto di copertura da 500mila euro dei percorsi rurali 

l'arena Giovedì 08 Aprile 2010 PROVINCIA, pagina 28, Gianfranco Riolfi

Gli Amici della bicicletta frenano sull'asfalto. Il progetto di asfaltatura di alcune strade di campagna recentemente deliberato dall'amministrazione carianese, per un importo di poco superiore a 500mila euro, è contestato da Sergio Pasetto e Marco Tosi, rappresentanti dell'associazione «Amici della bicicletta» in Valpolicella, che bollano il progetto come «molto preoccupante ed insensato».
E spiegano: «È stata deliberata l'asfaltatura di tutte le strade bianche di campagna che circondano il capoluogo (le uniche rimaste intatte), che si snodano tra ville, vigneti e ciliegi e che, nella bella stagione, fanno da cornice a bellissimi scorci paesaggistici». Strade sterrate che portano nomi storici come Monga, Valena, Crear, Bolcana, Squarano.
«Vie che nella bella stagione sono densamente popolate di podisti, ciclisti, anziani, mamme con bimbi per mano o in carrozzina e di tutti quei carianesi che preferiscono la quiete degli antichi viottoli per le loro passeggiate e che la sola asfaltatura farebbe diventare un attrattore di pericoloso traffico». I due amici della bicicletta non ritengono sufficiente giustificare il provvedimento col fatto che oggi su quelle strade continuano a formarsi buche. «Evidentemente non sono sistemate come si deve», incalzano. «Probabilmente la manutenzione non è fatta con la macchina livellatrice, ma con la solita badilata di ghiaia che, non compattata, alla prima pioggia permette il riformarsi della buca».
Oltre che una spesa inutile (500mila euro il costo dell'asfaltatura) Tosi e Pasetto ritengono che il progetto rappresenti «un vero sfregio ambientale nella più bella zona della Valpolicella, un insulto al piacere del bello e ai diritti ambientali delle generazioni future. Senza contare che nei piani dell'amministrazione via Monga potrebbe pure diventare una via di sfogo al traffico automobilistico per Verona. E dire che proprio il sindaco Gabriele maestrelli, nemmeno un mese fa, aveva rilasciato al “Sole 24 ore” una intervista in cui tra l’altro dichiarava: “Non possiamo permetterci di deturpare il paesaggio”».
La protesta comunque segue la «par condicio». «Per quanto riguarda le minoranze», sottolineano i due, «in Consiglio comunale si sono astenute compatte, tentando di tamponare con qualche proposta costruttiva come l'uso, per problemi di carattere estetico, di altri materiali, come gli ossidi colorati beige nel bitume tipo finto ghiaino, che sia pure un po' più costosi, sarebbero certo meno invasivi».
Replicando a Pasetto e Tosi, il sindaco
maestrelli assicura di capire «Le paure degli "Amici della bicicletta" ma il tentativo di rimediare a troppe spese di manutenzione bisogna farlo, comunque nel rispetto ambientale. Purtroppo sono tempi critici per le amministrazioni comunali, le entrate sono precarie e lo Stato ci ha sottoposti a duri vincoli di bilancio. Le risorse correnti preferiamo spenderle per aiutare la gente in difficoltà».
Per quanto riguarda poi l'aspetto paesaggistico, il primo cittadino ritiene l'eventuale impatto ambientale inferiore al temuto: «Basti vedere come in Trentino vengano categoricamente asfaltate tutte le stradine, senza che il paesaggio ne risenta. La nostra scelta poi, non mira assolutamente a cercare vie alternative per smaltire il traffico della provinciale». Sul possibile utilizzo di bitumi meno invasivi,
maestrelli commenta: «Le bitumature speciali costano quattro volte quelle normali. Se qualche associazione così numerosa come gli “Amici della bicicletta” ci desse una mano, vedendo anche spesso lo sfoggio di bici e abbigliamenti costosissimi, saremo pronti ad accettare aiuti e consigli».
Dopo quanto dichiarato al “Sole 24 ore”, il sindaco dice di trovarsi oggi in mezzo al guado «tra mega progetti edilizi da 500mila metri cubi già deliberati e approvati (come l'area ex Lonardi), o piani di recupero di aree dismesse su cui, alla ripresa del mercato, i proprietari chiederanno di realizzare volumi edificabili e, dall'altra parte, tanto, forse troppo, ambiente da salvaguardare. Credo che in futuro se ne vedranno delle belle».
E allora? «Anziché sparare su qualche mia affermazione, gli amici della bici dovevano svegliarsi prima, invece di andare a spasso», conclude
maestrelli. «Forse la Valpolicella si sarebbe potuta preservare meglio, con molto spazio in più per le biciclette. Ora invece ci troviamo soli a decidere ciò che gli altri hanno già scritto e che possiamo solo tamponare. Ma non abbiamo paura».

consiglio al sindaco maestrelli queste letture e ricordo che come primo cittadino dovrebbe perlomeno dare una parvenza di democratica coerenza visto che viene pagato per rappresentare tutti i cittadini che peraltro non sono molti

1 Progetti per la realizzazione di parchi giardini, percorsi/aree urbane, piazze, edifici, percorsi naturalistici nei Comuni delle 4 Comunità Montane coinvolte : Valle Brembana, Valle Imagna, Valle di Scalve e Valle Seriana Superiore. Al termine del percorso si sono svolte due giornate conclusive di confronto tra i diversi referenti delle consulenze. 

2 Un esempio di come l’inghilterra si muove sensibilizzando amministrazioni, aziende, cittadini nell’ambito delle costruzioni civili e del nuovo concetto di “urbano”. “Streets for all” http://www.helm.org.uk 



5 vale la pena infine menzionare la recente Comunicazione COM (2008) 400 del 16 giugno 2008, parte integrante del Piano d'azione europeo sul consumo e sulla produzione sostenibili e sulla politica industriale sostenibile (SCP/SIP),  in quanto ha fornito ulteriore impulso in favore della diffusione del GPP, proponendo come target politico da conseguire entro il 2010  che il 50% di tutte le gare di appalto siano “verdi”, rispettino cioè i criteri comuni “di base” di cui al toolkit predisposto dalla Commissione Europea (vedi http://ec.europa.eu/environment/gpp/toolkit_en.htm modulo 3) e lanciando la proposta di rendere il GPP strumento obbligatorio.
 

 

un "consigliere"































premessa
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Pubblico in ritardo questa mail perchè
1 ho avuto poco tempo
2 speravo nel buon senso

Piccolo resoconto dell'ultimo consiglio comunale :....sintetizzando....il sindaco per problemi ad un occhio lascia il testimone a Benetti...la discussione ai vari punti che riguardano raccolta differenziata e bilancio è animata con interventi da parte mia e l'unione che colgono nel  segno....fanno scaldare Galvanini...sorridere Benetti (che afferma che il secondo giro di secco costa "solo" 30.000 euro) e imbarazzano Bogoni....ma il risultato non cambia....sempre le solite 13 manine che si alzano e l'opposizione che unita vota contraria....ci si lascia con un tutti d'accordo sul registro per la cremazione e la battuta scontata di Benetti..."almeno emo chiuso en belesa".....dimenticavo (parentesi animata anche sulla bretella con la battuta del sindaco che dice dopo i vari interventi nostri che chiedono che venga discussa in consulta di frazione, che tenga conto di un innesto con rotatoria etc..."almeno a mi la me cambia la vita" visto che secondo lui eliminerebbe le code davanti casa sua.....insomma "bretella ad personam"..... 
01/gen/2010, alle ore 13.19, Domenico Zantedeschi consigliere del comune di San Pietro In Cariano

(ph. S.Gasparato)

sabato, aprile 03, 2010

buona pasqua











La mia gallina non produce uova, lei le progetta.

giovedì, marzo 25, 2010

autoritratto con gallina allevata a mano
























autoritratto con gallina allevata "a mano"

tratto da paoloblog 

"In questi giorni sento spesso uno spot radiofonico (ma lo fanno anche in tv) in cui si pubblicizzano i prodotti Sfoglia Grezza di Giovanni Rana e dove evidenzia il fatto che le uova siano di galline allevate a terra.
Ma cosa significa esattamente questa definizione?
Sempre meglio di galline allevate in batteria, ma allevate a terra non vuol dire certo che siano galline che scorrazzano in libertà, come in effetti pensavo anch’io.
Proprio in questi giorni sto leggendo un’interessante Guida di Altroconsumo nella quale si parla anche di uova e mi sono informato meglio.
Un breve riassunto circa gli allevamenti di galline:
Allevamento in gabbia, il più diffuso. 20-25 galline per metro quadrato, in posatoi che offrono 15 centimetri per gallina) * Dal 2012 saranno obbligatorie gabbie più grandi.
Allevamento a terra: le galline non sono in gabbia, ma non possono accedere a spazi esterni. In questo tipo di allevamento convivono 7 – 9 galline ogni mq su terreno coperto di paglia o sabbia in capannoni privi di finestra e luce sempre accesa.
Allevamento all’aperto: le galline possono uscire all’aperto grazie alla presenza di passaggi. 1 gallina per 2,5 metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione
Allevamento biologico: il pollame può accedere a parchetti all’aperto ricoperti di vegetazione. 1  gallina per 10* metri quadrati su terreno all’aperto, con vegetazione)
* In altre pubblicazioni si parla di 1 gallina ogni 4 mq.
Resta il fatto che, secondo me, senza dire nulla di falso, beninteso, il marketing punta sulla disinformazione del consumatore medio che sentendo parlare di gallina allevata a terra si immagina chissà che…"

venerdì, marzo 19, 2010

Soul, I hear you calling




















in the picture "amore" one of two copies (hand painted by me) 
ph s. gasparato

I try to discover
A little something to make me sweeter
Oh baby refrain from breaking my heart
I'm so in love with you
I'll be forever blue
That you give me no reason
Why you're making me work so hard

That you give me no
That you give me no
That you give me no
That you give me no

Soul, I hear you calling
Oh baby please give a little respect to me

And if I should falter
Would you open your arms out to me
We can make love not war
And live at peace in our hearts
I'm so in love with you
I'll be forever blue
What religion or reason
Could drive a man to forsake his lover

Don't you tell me no
Don't you tell me no
Don't you tell me no
Don't you tell me no

Soul, I hear you calling
Oh baby please give a little respect to me

I'm so in love with you
I'll be forever blue
That you give me no reason
You know you're making me work so hard

That you give me no
That you give me no
That you give me no
That you give me no

Soul, I hear you calling
Oh baby please give a little respect to me

Soul, I hear you calling
Oh baby please give a little respect to me

Erasure lyrics

c'entra

Ad Arezzo i militanti della Lega Nord distribuiscono nei mercati bustine di sapone liquido con l’avvertenza di «usarlo dopo aver toccato un immigrato». Alessandro Gilioli via Daniele Sensi    

Riva del Garda: aggressione a ragazzo marocchino da 2 di cp.  Non c’è da stupirsi se alla minima provocazione il risultato sia che due ventiduenni rivani militanti di casapound non ci pensino su due volte a spaccare un bicchiere in faccia e una bottiglia sulla testa a chi gli si para difronte in quel momento. Desideriamo sottolineare inoltre la frase “tornatene a Costantinopoli”, perché il razzismo è cosa subdola e strisciante e una frase come questa è da considerarsi senza dubbio un campanello d’allarme di come una certa mentalità sia molto presente tra i militanti della destra più estrema e quindi anche tra i ragazzi rivani.

giovedì, marzo 18, 2010

Il razzismo c’entra?




quello che rimane

Io pago le tasse e sono orgoglioso di farlo”, ma ‘’se non fanno questa legge delle due aliquote al 23 e 33%, del meno tasse ma per tutti, a cosa è servito Berlusconi?”. (Aldo Busi)



mercoledì, marzo 17, 2010

uno zaino che contenga la sua vita























 

ogni bambina desidera avere:
A. uno zaino che contenga la sua vita: con pasticche vitamine integratori accessori per far fronte alla fatica. (F. Genti) 
(nella foto lo snowboard disegnato dalla mia bambina con cui si è classificata terza al "Concorso "DETOUR BOARD RICREATIVE" )

"Benedetta Fasson
L'opera risulta adatta ad una tavola junior, commercialmente interessante e perfetta per un pubblico più giovane. Buona la distribuzione dei personaggi sulla superficie, dotando la tavola di un carattere, ma rendendo la grafica visibile da una certa distanza.
Vince uno zainetto "ROXY" e la possibilità di provare lo snowboard."

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